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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 18/04/2025, 10:22 
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Caro Stefano, mi intrigano molto le tue osservazioni, ma non su tutto concordo.
Intanto trovo che andrebbe disgiunta l’affermazione iniziale … plastici molto dettagliati, ridondanti di particolari, affollati…
Sono due concetti diversi: plastici molto dettagliati, per me, significa che si riproduce la realtà anche nei minimi particolari, indipendentemente che sia un piccolo elemento isolato o no, e lo trovo positivo; ridondanti, affollati, significa che si sovraccarica il plastico di cose superflue che nella realtà non si vedono mai (personaggi, rotabili, binari ecc…) e concordo sulla negatività.
La parte che riprende uno stralcio della tua brillante tesi, ha un senso perché riferita all’arte, ma lo perde, quando la si applica al ferromodellismo.
Arte e modellismo in generale sono due argomenti privi di omogeneità.
Da sempre si discute su cosa si intenda con la parola arte, io la definizione che maggiormente condivido è quella del Longhi: “l’arte è espressione di sentimenti”.
Quindi, deve dare emozioni e questo lo può fare sia che imiti la realtà in modo fotografico, come fanno gli iperrealisti, o che la trasformi sino all’astrazione.
Per il modellismo è diverso, il suo fine è chiaro: riprodurre al meglio la realtà.
E la riproduzione di tutti i dettagli riproducibili aiuta allo scopo e più è fedele e realistica e migliore sarà il risultato-
La 626 di MMMM, la stazione di Pavia, i diorami di Alex ne sono la conferma.
Poi, per carità, va bene tutto.
Io stesso ho fatto il modulo della stazione di Rivarolo e la Basilica di Cogorno cercando di riprodurre ogni minimo dettaglio, ma sto anche facendo un plastico su cui giocare dove le cose sono un po’ più approssimate e va bene lo stesso, perché, lì, lo scopo è veder girare i treni.

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 18/04/2025, 12:28 
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Giuseppe Risso ha scritto:
Caro Stefano, mi intrigano molto le tue osservazioni, ma non su tutto concordo.
Intanto trovo che andrebbe disgiunta l’affermazione iniziale … plastici molto dettagliati, ridondanti di particolari, affollati…
Sono due concetti diversi: plastici molto dettagliati, per me, significa che si riproduce la realtà anche nei minimi particolari, indipendentemente che sia un piccolo elemento isolato o no, e lo trovo positivo; ridondanti, affollati, significa che si sovraccarica il plastico di cose superflue che nella realtà non si vedono mai (personaggi, rotabili, binari ecc…) e concordo sulla negatività.
La parte che riprende uno stralcio della tua brillante tesi, ha un senso perché riferita all’arte, ma lo perde, quando la si applica al ferromodellismo.
Arte e modellismo in generale sono due argomenti privi di omogeneità.
Da sempre si discute su cosa si intenda con la parola arte, io la definizione che maggiormente condivido è quella del Longhi: “l’arte è espressione di sentimenti”.
Quindi, deve dare emozioni e questo lo può fare sia che imiti la realtà in modo fotografico, come fanno gli iperrealisti, o che la trasformi sino all’astrazione.
Per il modellismo è diverso, il suo fine è chiaro: riprodurre al meglio la realtà.
E la riproduzione di tutti i dettagli riproducibili aiuta allo scopo e più è fedele e realistica e migliore sarà il risultato-
La 626 di MMMM, la stazione di Pavia, i diorami di Alex ne sono la conferma.
Poi, per carità, va bene tutto.
Io stesso ho fatto il modulo della stazione di Rivarolo e la Basilica di Cogorno cercando di riprodurre ogni minimo dettaglio, ma sto anche facendo un plastico su cui giocare dove le cose sono un po’ più approssimate e va bene lo stesso, perché, lì, lo scopo è veder girare i treni.


Molto bella questa riflessione dell'amico Giuseppe, c'è dentro molto di quanto penso anch'io. Personalmente, ma credo di averlo detto e scritto migliaia di volte, non ho regole. Sono capace di stare anni su un modello, su un progetto, e prima o poi lo porto a termine. Ho tempi lunghissimi, se il progetto mi stimola, ma sono capace di piantare tutto e riprenderlo dopo anni. La cosa positiva è che raramente lascio le cose a metà. Riguardo ai dettagli e al perfezionismo, lo sapete, per me non bastano mai, ed osservo un certo "salto all'indietro" nella qualità che avevamo raggiunto tempo fa, e che si sta un po perdendo con nuove tecniche di riproduzione di massa! Vedere poi che la Arnold tenta di diffondere i ganci magnetici nei suoi modelli, non mi lascia ben sperare! :(

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 18/04/2025, 19:17 
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Grazie a tutti per i contributi. E' indubbio che la realizzazione di un 'plastico' è da considerare a tutti gli effetti un artefatto e una opera d'arte, poichè conseguenza del flusso creativo-realizzativo innescato dall'Idea che trova riscontro nel Disegno o Progetto e il cui fine è dare forma, plastificare, un frame di un mondo paesaggistico-ferroviario. Starà nella capacità e abilità del modellista (e del suo talento) cogliere i limiti della sostenibilità della rappresentazione che vuole perseguire.
Possiamo forse individuare due tipi di approccio:
1) quello orientato alla infrastruttura ferroviaria funzionale ad accogliere diverse tipologie di convogli con articolate geometrie di binari e scambi, dove la parte paesaggistica è 'subalterna' a scapito della credibilità della rappresentazione;
2) quello orientato alla infrastruttura ferroviaria inserita in una forma paesaggistica esistente, ricavata da studi in scala al vero: in tal caso l'Idea è sollecitata dalla 'pretesa' di ottenere il massimo grado di imitazione/emulazione possibile.
Il modellista è il riproduttore e al contempo riguardante ma quando la sua opera è finita ed esposta al di fuori del suo atelier, la medesima cessa di essere di sua proprietà poichè si offre alla osservazione a alla critica di riguardanti che possono o non condividere lo stesso corredo di valori. In tal caso, si scoprono reazioni di diverso tipo comprese quelle che innescano emozioni quasi da Sindrome di Stendhal (ne sono stato testimone anni fa a Verona con una signora in lacrime davanti al mio Schlossbach!).
L'amico Casini-Ropa diceva tempo fa da qualche parte che il fermodellismo è l'hobby più bello che c'è poichè diverse sono le componenti in gioco. Vorrei anche dire che dobbiamo anche sentirci orgogliosi perchè il 'plastico' va oltre l'oggetto funzionale ad un divertimento: è anche opera d'arte.

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 18/04/2025, 19:32 
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carlo mercuri ha scritto:
... Vedere poi che la Arnold tenta di diffondere i ganci magnetici nei suoi modelli, non mi lascia ben sperare! :(

Questa non l'ho capita proprio!
Hai nostalgia dei ganci standard? Oggettivamente brutti e non del tutto affidabili.
Ormai quasi tutti i modelli, anche quelli artigianali (vedi RM) hanno l'innesto NEM e sostituire i ganci standard con queli magnetici è operazione di un attimo, che non manomette per niente il modello.
Quelli magnetici sono meno invasiv, non si sganciano da soli, possono anche essere in versione di passaggio di corrente.
Grazie ad essi io posso mettere e togliere dal binario i 7 elementi dell'ETR610 senza paura di rompere qualcosa, e ho potuto finalmente avere il piacere di veder girare senza sganci e deragliamenti il treno formato dalle carrozze a due assi di TriNacria.

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salutoNi
Massimo


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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 18/04/2025, 20:50 
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massimo di giulio ha scritto:
carlo mercuri ha scritto:
... Vedere poi che la Arnold tenta di diffondere i ganci magnetici nei suoi modelli, non mi lascia ben sperare! :(

Questa non l'ho capita proprio!
Hai nostalgia dei ganci standard? Oggettivamente brutti e non del tutto affidabili.
Ormai quasi tutti i modelli, anche quelli artigianali (vedi RM) hanno l'innesto NEM e sostituire i ganci standard con queli magnetici è operazione di un attimo, che non manomette per niente il modello.
Quelli magnetici sono meno invasiv, non si sganciano da soli, possono anche essere in versione di passaggio di corrente.
Grazie ad essi io posso mettere e togliere dal binario i 7 elementi dell'ETR610 senza paura di rompere qualcosa, e ho potuto finalmente avere il piacere di veder girare senza sganci e deragliamenti il treno formato dalle carrozze a due assi di TriNacria.


Confermo quanto scritto, e per me è un "salto all'indietro" perchè non consente le manovre, come accennavo nell'omonimo post (Non facciamo più manovre?) Non mi dirai che avere treni bloccati sia un passo avanti del fermodellismo evoluto? Poi, sono io a non capire...a me il gancio tipo Arnold, una volta calibrate alcune carrozze, non ha mai dato problemi, perchè dovrei mettere dei magnetini che non consentono manovre? :? :shock:

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 18/04/2025, 23:30 
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carlo mercuri ha scritto:
Confermo quanto scritto, e per me è un "salto all'indietro" perchè non consente le manovre, come accennavo nell'omonimo post (Non facciamo più manovre?) Non mi dirai che avere treni bloccati sia un passo avanti del fermodellismo evoluto?


E' la conferma che ognuno vede le cose a modo suo. Anche a me piacciono le manovre (Non a caso ho sempre amato la semplice genialità del Simplex di Arnold, chi non lo conosce veda qui:
https://scalaenne.wordpress.com/2012/03 ... -kupplung/ ).

D'altra parte c'e' chi invece ama soprattutto vedere i treni correre sul plastico, come avviene ad esempio sul modulare, e a quel fine il gancio magnetico è davvero un passo avanti, capace di dare stabilità a convogli composti di vetture dall'agganciamento piuttosto approssimativo (e quante ce ne sono!).

E poi magari dipende anche dall'epoca ferroviaria prediletta: negli anni '70, con le carrozze dirette, ed i merci raccoglitori (https://scalaenne.wordpress.com/2016/04 ... coglitori/), le manovre erano imprescindibili, spesso anche a spinta o con sella di lancio (v. https://scalaenne.wordpress.com/2016/09 ... di-lancio/ ). Ricordo ancora i botti dei carri che andavano letteralmente a sbattere contro gli altri nelle fasi di smistamento!
A proposito, con i ganci Arnold la manovra a spinta non la fai, ma se invece usi i Fleischmann Profi si. Certo che i Profi sono ancora più brutti da vedere.

Nelle ferrovie di oggi invece tutto è omogeneo (anche i merci) e le composizioni sono, con rarissime eccezioni, bloccate, dunque le manovre... semplicemente non si fanno. (Almeno quelle di scomposizione/ricomposizione: rimangono le operazioni di manovra "di parcheggio" dell'intero convoglio).

Ma mi sa che siamo andati un po' fuori tema... Non troppo però, perché anche sulla riflessione proposta da Stefano vien da dire; "dipende..."

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 21/04/2025, 15:12 
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Entrambi i temi, sia quello sollevato da Stefano che da Carlo (ganci magnetici) trovano risposta, a mio avviso, nel proprio modo di intendere e volere fare un plastico e soprattutto dipende dai nostri limiti di manovalanza progettualità ecc.
Sui ganci in particolare confermo che i magnetici sono ottimi per quelle composizioni bloccate, ma deleteri per le manovre, FREMO non penso li adotti, però per i modulari da passerella come ASN sono una manna. Sicuramente in un plastico "mio" valuterei bene i convogli su cui usare i magnetici e i normali visto che le manovre mi piacciono.

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 21/04/2025, 19:34 
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Giuseppe Risso ha scritto:
Per il modellismo è diverso, il suo fine è chiaro: riprodurre al meglio la realtà.
E la riproduzione di tutti i dettagli riproducibili aiuta allo scopo e più è fedele e realistica e migliore sarà il risultato

Concordo e aggiungo togliere, togliere, togliere, Americani e Inglesi con i loro impianti sono Maestri in questo per ottenere alti livelli di realismo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessione
MessaggioInviato: 21/04/2025, 20:23 
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Amedeo Fabroni ha scritto:
Giuseppe Risso ha scritto:
Per il modellismo è diverso, il suo fine è chiaro: riprodurre al meglio la realtà.
E la riproduzione di tutti i dettagli riproducibili aiuta allo scopo e più è fedele e realistica e migliore sarà il risultato

Concordo e aggiungo togliere, togliere, togliere, Americani e Inglesi con i loro impianti sono Maestri in questo per ottenere alti livelli di realismo.

Amedeo


Mi pare se ne è già parlato ma, forse, è i caso ricordarlo. 1000 metri uguale:
Z 4,54m
N 6,25m
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Una piccolissima stazione, considerando i segnali, supera abbondantemente, nella realtà, il km. Un micro vigneto conta più di 3000 ceppi, un impianto arboreo 200/300 piante, e così via. I nostri impianti difficilmente superano i 3 metri di fronte. Viva il realismo del microscopio. - Francesco

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